Come avevo anticipato nella programmazione delle attività, sabato 15 Marzo ho partecipato (contro il parere dell’ortopedico, lo ammetto) alla ciaspolata al Rif. Lecco. In questa bella avventura, organizzata dal CAI di Ponte S.Pietro, sono stato accompagnato ancora una volta da Fede e Marika; è sempre un piacere partecipare insieme a loro a questo genere di escursioni.
Eccoli alla partenza mentre preparano l’attrezzatura:

La ciaspolata è partita (con un certo anticipo) nel primo pomeriggio di sabato, dal piazzale degli impianti di Valtorta. Con una pendenza pressoché continua abbiamo risalito fino al rifugio Lecco, prendendoci qualche sosta di tanto in tanto per le fotografie del caso.




Il tempo non era dei migliori sin dalla partenza, una coltre grigiastra incombeva sulle nostre teste, e salendo verso il rifugio le cose non sono certo migliorate; ben presto ci siamo trovati immersi nelle nuvole, con una visibilità “a palmo di naso” che ci costringeva a seguire da vicino le tracce di chi ci precedeva per non perdere l’orientamento.


Una volta raggiunto il rifugio ci siamo comodamente preparati per la cena, c’è stato tempo sufficiente x metterci comodi e scambiare qualche impressione con gli altri partecipanti ed iscritti al CAI di Ponte.
Di tutta la gita la cosa che più ci ha messo a dura prova è stata di sicuro la cena, un pranzo davvero pantagruelico. Dal bis di primi (tagliatelle al ragù + minestra d’orzo in quantità industriale) siamo passati ad un abbondante stufato di capriolo con polenta. A questo punto lo sforzo richiesto non era affatto indifferente, ma l’arrivo dello stinco di maiale con le patate arrosto è stato davvero il colpo di grazia! Per finire formaggi nostrani, torte a scelta, caffè ed ammazza-caffè, roba da rotolare a valle nella discesa notturna che ci attendeva…

Discesa che è stata molto suggestiva: fortunatamente verso le 23, quando abbiamo inforcato di nuovo le ciaspole, la coltre di nebbia che ci aveva accompagnato per la maggior parte della salita si era sollevata, lasciandoci una splendida vista sulla vallata. Peccato che il cielo ancor nuvoloso ci ha privato della luce della luna, sarebbe stato tutto più luminoso e bello.
31 Marzo 2008
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mutaito |
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Sabato mattina altra levataccia, inforco la macchina e mi dirigo verso il passo del Tonale, ho appuntamento con degli amici x quella che potrebbe essere l’ultima surfata della stagione (ed in effetti lo sarà…).
Solitamente non porto la macchina fotografica quando sono in snow, troppo ingombrante da tenere addosso, ma stavolta decido di fare un’eccezione dal momento che ho pochissime foto con la tavola, nonostante pratichi dal lontano 1991. Ecco una delle rarissime in tenuta da vandalo:

La mattinata scorre allegramente, il paesaggio è bellissimo e la giornata spettacolare, nessuna nuvola e caldo che oserei dire torrido x essere fine Febbraio, mediamente 10 gradi sopra lo zero.


La neve ne risente infatti, sono da poco passate le 10 del mattino e già comincia a “mollare” accumulandosi a bordo pista col classico effetto granita. Decido qundi di fare una piccola sosta x un paio di scatti “dinamici”, ecco Marco e Diego (con gli sci) in azione.


Sono quasi le 11.30, in una delle ultime discese del mio mattiniero, che accade il fattaccio: una sciocca caduta a causa di un contatto a bassa velocità e mi ritrovo lungo e disteso sulla neve; mi metto seduto e faccio un rapido check-up dei danni. La spalla mi duole parecchio, sembra il classico stiramento dopo averla appoggiata male, almeno finchè non sopraggiunge la nausea, la quale comincia a farmi pensare a qualche osso rotto… In effetti il dolore non cala e muovo il braccio (sinistro) a malapena, decido qundi di raggiungere il rifugio ed aspettare.

Dopo un pranzo veloce mi cambio e mi rimetto in auto per tornare a casa (sia benedetto il cambio al volante, senza sarebbe stata dura farsi i 200Km del ritorno con una mano sola). Visto il dolore costante decido di passare direttamente al pronto soccorso, dove riscontrano una bella frattura del Trochite omerale, mi fasciano dal collo alla vita modello Tutankamon e mi rispediscono a casa con 3 settimane di prognosi…

Ne è passata una sola e già non sò più come far passare il tempo!

Non vedo l’ora di levare il tutto ed attaccare con la riabilitazione, spero in tempo x la ciaspolata notturna che ho programmato x il 15 Marzo.

2 Marzo 2008
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mutaito |
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