Ciaspolata - 10 Febbraio 2008 - Passo di Dordona (2028 m) da Foppolo (1600 m)

Poco lontano dalla macchina inforco le ciaspole ed inizio a pestare la dura neve che costeggia la sciovia del monte Toro. E’ ancora molto presto ed il rumore dei rampanti sulla neve ghiacciata si fa sentire; grazie alle ciaspole avanzo con ritmo sicuro a lato pista, gettando di tanto in tanto uno sguardo a Mika, che trotterella eccitata qualche metro avanti a me. Dopo una salita abbastanza lieve imbocco un tratto sulla destra con forte pendenza: sono costretto ad usare l’alzatacco delle ciaspole x continuare ad avanzare, e la fatica comincia a farsi sentire. Buona parte dei 470 m dell’ascensione vengono divorati dal ripidissimo tratto, una volta in quota non rimane che tenere la vetta del monte Toro sulla destra, ed avanzare su uno stretto passaggio completamente in costa.
La vista verso il paese di Foppolo sulla sinistra è spettacolare ed inquietante assieme, il sentiero si restringe sempre più ed in caso di scivolata la ripidissima pendenza a lato non mi permetterebbe di fermarmi fino al bosco sottostante, almeno 150 m più a valle. Procedo quindi con molto cautela, e quando il sentiero diventa largo poco più di 10cm (la traccia di un solo sci, non capisco come siano passati gli scialpinisti prima di me, forse con uno sci a monte?), procedo puntando in maniera sicura ognuno dei bastoncini prima compiere ogni passo. Per evitare di sbilanciarmi cammino a passi serrati, senza portare un piede davanti all’altro, e con fatica supero quella critica ventina di metri. Alcuni escursionisti dietro di me, senza ciaspole né ramponi, decidono in effetti di non rischiare e di tornare sui loro passi.
La fatica viene presto ripagata, il sentiero torna di nuovo ad “aprirsi” e quando giungo ad un’ampia sella mi accorgo che la meta è ormai vicina; poco sopra infatti scorgo la bandiera al passo di Dordona; decido di fermarmi un po’, così ne approfitto x sgranocchiare qualcosa e fare le foto del caso. Già che ci sono estraggo la giacca dallo zaino, la giornata è splendida ed il sole caldissimo, ma sul passo il vento è davvero freddo e tagliente.



Poco dopo uno scialpinista in solitaria arriva al passo dal versante di sinistra, scambiamo qualche parola e ne approfitto x chiedergli come sia la traccia che ha usato per salire da quel lato. Dice essere piuttosto ripida, essendo rivolto a Sud la neve era molto dura la mattina e mi confida di aver faticato parecchio con gli sci. Il sole della splendida giornata spero che abbia ammorbidito a sufficienza lo strato di crosta, e pur di evitare l’esposto tratto in costa, mi avvio ad “esplorare” la discesa da questo altro versante.
Sono ormai passate le 11 quando riparto, ed appena mi abbasso di una decina di metri di altitudine, il vento scompare e la neve comincia finalmente ad essere molto più morbida, non più tirata dal vento. Condizioni perfette per far giocare un po’ Mika, lancio qualche palla di neve in lontananza, ed impugno la macchina fotografica x immortalare la sua ricerca nella neve.


Riparto x il tratto di discesa, ripido ma – come speravo – completamente ricoperto da uno strato di neve resa morbida dal sole. Una chiara traccia di ciaspole si snoda verso il paese di Foppolo, ma decido di restare qualche metro a lato e solcare una via personale nelle neve fresca, che, nonostante le ciaspole, mi arriva fino a sotto le ginocchia. Mika non sembra molto entusiasta della mia scelta, decide quindi di abbandonare il suo ruolo di apripista, per rimanere subito dietro di me e trovare così una neve già pressata. Non posso darle torto, ha camminato con me nella neve per più di tre ore, e comincia ad essere stanca. Non mi stupisco infatti quando, quasi a valle e dopo essermi fermato a chiacchierare con un escursionista locale, la trovo semi-sommersa nella neve a schiacciare un sonnellino!
L’escursione giunge al termine, verso mezzogiorno raggiungo la macchina ed inizio a cambiarmi, mentre Mika continua il suo pisolino nella macchina. Sono stanco almeno quanto lei, ma la giornata è stata fantastica e densa di emozioni; le mie ginocchia domattina mi malediranno, ma ne è valsa davvero la pena.